Endometriosi e alimentazione: come migliorarne la sintomatologia a tavola

In questo articolo troverai consigli per migliorare la sintomatologia dell’endometriosi, ma non esiste una dieta che ti faccia guarire dall’endometriosi. Chi afferma il contrario non è un vero professionista e non va preso sul serio.

Introduzione sull’endometriosi: cos’è e quali sono le possibili cause

Iniziamo con dare una definizione a questa patologia molto complessa e purtroppo molto spesso sotto-diagnosticata: la sua definizione classica prevede lesioni endometriali e di stroma in posizioni extrauterine, è una condizione infiammatoria estrogeno-dipendente associata a dolore pelvico, intestinale e a infertilità.

Quali sono le possibili cause? Sembra che le sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino (EDC) insieme a estrogeni endogeni ed esogeni siano potenziali candidati come stimolanti nella patogenesi dell’endometriosi.

Endometriosi: cosa portare a tavola e cosa eliminare

Con l’alimentazione si può andare a lavorare sullo stato di disbiosi che spesso si instaura in pazienti affette da endometriosi. Se sei interessata, ho parlato di intestino e disbiosi in un articolo dedicato.

Dunque, come posso agire nell’alimentazione di tutti i giorni? Essendo una patologia infiammatoria bisogna limitare fortemente tutti quei cibi che aumentano lo stato infiammatorio:

  • Zuccheri e carboidrati complessi perché causano picchi glicemici che portano a continui stati di fame, questo non significa limitare tutti i carboidrati ma prediligere quelli integrali
  • Porre attenzione al glutine soprattutto in caso di disbiosi intestinale 
  • Alimenti contenenti nichel. Sempre per la maggiore permeabilità intestinale, potrebbe esserci una maggiore sensibilità a questo metallo 
  • Soia, alcuni studi riportano maggior dolore pelvico associato al suo consumo
  • Alcool, fortemente infiammatorio
  • Caffeina: la presenza di tannini ostacolano la digestione, inoltre fermentano e creano irritazione intestinale. La caffeina, oltre a dare dipendenza, crea un affaticamento delle ghiandole surrenali, peggiora lo stress ed influisce sulla produzione degli ormoni alterandone l’equilibrio.

Quindi bisogna trovare un equilibrio. Ma come?

  • Cercare di avere uno stile di vita sano: alimentazione equilibrata, attività fisica costante, serenità mentale 
  • Mangiare nelle fasce orarie corrette: avere una giusta cronobiologia alimentare permette di rispettare l’equilibrio ormonale del corpo
  • Comporre il pasto in modo equilibrato: colazione pranzo e cena devono contenere il giusto quantitativo di carboidrati, proteine, fibre e grassi
  • Consumare cibi non industrializzati e non preconfezionati: spesso gli alimenti confezionati sono arricchiti di zucchero, sale, edulcoranti, conservanti e grassi saturi che aumentano l’infiammazione intestinale. E’ importante quindi scegliere alimenti che siano il meno lavorati possibile.
  • Masticare a lungo ogni boccone, dedicando attenzione al pasto: la prima fase della digestione avviene in bocca. Mangiare cibo senza masticarlo bene causa difficoltà digestive, gonfiori addominali, sonnolenza post-prandiale. Se ci si alimenta con un’alimentazione anti-infiammatoria, e non si rispetta questa importante regola, i fastidi digestivi e intestinali permangono
  • Evitare zucchero in tutte le sue forme, alcolici, caffè e tè, farine raffinate, cibo spazzatura (junk food)

In conclusione non ti dimenticare dell’idratazione: gli estrogeni vengono espulsi con le urine, quindi bere è importante per contrastare la stanchezza cronica tipica dell’endometriosi.